Analisi su oltre ottocento campioni di pelo raccolti nell’area del Parco Nazionale Lazio Abruzzo e Molise per stimare la dimensione della popolazione

Si è conclusa con successo la prima fase di monitoraggio genetico dell’Orso bruno marsicano, per stimare con la migliore precisione possibile la dimensione della popolazione di uno dei mammiferi più rari d’Europa. L’attività ha avuto luogo nell’areale di distribuzione centrale della specie, che ricade principalmente nell’area del PNALM e nella sua zona contigua, ma anche in tutte le zone periferiche di espansione, comprendenti il Parco Nazionale della Maiella, il massiccio del Sirente-Velino, quello dei Simbruini-Ernici e i monti del Cicolano, e ha portato alla raccolta di 854 campioni di pelo, che saranno ora analizzati da laboratori specializzati.

Per ottenerli, sono state previste “trappole olfattive” con esca odorosa, trappole su alberi noti, che gli orsi utilizzano per grattarsi (grattatoi), e trappole intorno ai ramneti, ambienti in cui gli orsi trovano frutti di cui alimentarsi. Grazie alle oltre quattrocento installazioni predisposte si è così raccolto il materiale genetico per le analisi biomolecolari, che consentiranno di stimare la dimensione della popolazione e dell’areale di distribuzione della specie, sia in aree storiche che di recente colonizzazione.

Le attività, non invasive per la specie, si sono svolte nel pieno rispetto dell’ambiente, senza alcuna manipolazione di animali vivi e garantendo il ripristino delle condizioni originarie dei siti.

Il progetto, finanziato nell’ambito del PNRR con la Misura “Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette”, è stato realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica tramite l’Istituto di Ecologia Applicata (IEA) e con il coordinamento tecnico scientifico di ISPRA. L’iniziativa ha rappresentato uno sforzo senza precedenti per dimensioni, ampiezza dell’area sottoposta a campionamento e coinvolgimento di enti e operatori: amministrazioni centrali e Regioni, Parchi e Riserve, Arma dei Carabinieri, Reti di monitoraggio e Associazioni.

I primi esiti relativi alla raccolta di campioni sono stati presentati in un convegno il 18 dicembre scorso a Pescasseroli, presso la sede del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, nel corso del quale sono stati messi in evidenza il lavoro di squadra, la formazione degli operatori e la sinergia tra tutti i soggetti coinvolti.

I risultati conseguiti rappresenteranno un solido riferimento scientifico per la tutela dell’orso bruno marsicano, fornendo basi indispensabili per pianificare futuri programmi di campionamento genetico non invasivo e, soprattutto, per definire strategie di tutela sempre più mirate ed efficaci.

I numeri del progetto

  • Oltre 400 trappole genetiche installate in quattro comprensori
  • Più di 800 campioni di pelo raccolti
  • Più di 60 operatori coinvolti tra personale IEA, enti e associazioni
  • Decine di migliaia di chilometri percorsi in auto e a piedi per raggiungere i siti di campionamento
  • 4 consegne di campioni biologici ai laboratori incaricati delle analisi genetiche
  • Decine di soggetti coinvolti: MASE, ISPRA, Regioni Abruzzo, Lazio e Molise; Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise; Parco Nazionale della Maiella; Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio; Parco Naturale Regionale Sirente Velino; Parco Naturale Regionale Monti Simbruini; Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa; Riserva Naturale Regionale del Monte Navegna e del Monte Cervia; Riserva Naturale Regionale Zompo lo Schioppo; Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFAA) dei Carabinieri Forestali, Reparti Carabinieri dei Parchi Nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise e della Maiella, Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Pescara, Nucleo Carabinieri Forestale di Torricella Peligna, Reparto Volo Carabinieri di Pratica di Mare; Rete di Monitoraggio Orso bruno Marsicano Abruzzo e Molise; Rete di Monitoraggio Orso Bruno Marsicano Lazio; Associazione Salviamo l’Orso; Associazione Rewilding Apennines.

Sito MASE

Ultimo aggiornamento: 13/01/2026